Concorso Clementi     Gli Editoriali

L'ESORDIO A VILLA CARUSO DI LASTRA A SIGNA per l'edizione 2000

Clementi e Cristofori

Durante questo anno 2000 ricorrono i 300 anni da quando il geniale artigiano Bartolomeo Cristofori inventò proprio a Firenze il primo “Gravicembalo col piano e col forte”, strumento che sarebbe divenuto col tempo il pianoforte che tutti conosciamo.

Fra gli italiani, Muzio Clementi fu il musicista che più di ogni altro contribuì allo sviluppo e alla diffusione di questo strumento, come esecutore, come compositore e perfino come costruttore.

27 anni fa a Firenze nasceva (come primo e quindi più antico concorso musicale della città) il Concorso Pianistico Nazionale “Muzio Clementi”, dedicato a questo grande musicista che l’Italia non ha ritenuto neppure degno di rappresentare un Conservatorio. Fino a circa otto anni fa, il “Clementi” è stato una delle manifestazioni importanti di Firenze, e si è sempre svolto con regolarità annuale. Da quel periodo in poi non ha più potuto rispettare quella regolarità, a causa di vari inconvenienti burocratici e tagli dell’Amministrazione Comunale.

Nel rispetto di tutti coloro che continuamente ci chiedono notizie di questo concorso, ormai storico in Italia, abbiamo dovuto prendere una decisione per garantirne la sopravvivenza; così con molto rammarico, dopo 22 edizioni in 27 anni di storia, il Concorso Pianistico Nazionale “Muzio Clementi” è costretto a lasciare Firenze proprio nell’anniversario del 2000.

Siamo sinceramente grati al Comune di Firenze per quanto ha fatto, e siamo grati alla presente amministrazione, che pur senza garantirci nulla di sicuro, ha comunque manifestato il suo interesse verso questa manifestazione; comprendiamo le difficoltà del caso, e continueremo sempre a mantenere questo atteggiamento di riconoscenza.

Siamo però altrettanto decisi a non far morire il “Clementi” soffocato dalla burocrazia e dai variabili umori di una giunta, quindi abbiamo preso la sofferta decisione (basti pensare al nome che portiamo) di trasferire la manifestazione altrove.

Il vicino Comune di Lastra a Signa e l’Associazione Villa Caruso l’hanno subito accolta in maniera aperta e costruttiva, mettendo a disposizione un luogo splendido dove svolgere le prove: la residenza del grande tenore Enrico Caruso, già sede di attività musicali. Per questo atto di coraggio dobbiamo essere grati al Sindaco, all’Assessore alla Cultura di Lastra a Signa, all’Ass. Villa Caruso, alla D.ssa Parretti,  e a tutti coloro che hanno creduto in questa manifestazione, assicurandone la sopravvivenza e la regolarità, pur avendo mezzi logicamente ridotti rispetto ad una città come Firenze.

Il ritorno del “Clementi” è un segno importante in un momento in cui l’unico tipo di cultura che sembra funzionare è quello gonfiato e sfruttato a fini commerciali.

Il messaggio è chiaro: c’è ancora qualcuno che ha voglia di tenere in vita il concorso che ha laureato almeno quattro di quelli che inevitabilmente in futuro saranno fra i più grandi pianisti italiani.

Questo non cambia certo la difficile situazione dell’ambiente musicale nel nostro Paese, ma consentiteci almeno di guardare con un po’ più di ottimismo tutti quei bambini che alle soglie del nuovo millennio  stanno sottraendo tempo ai loro giochi per amare e suonare correttamente le Invenzioni di Bach, le Sonatine di Clementi e quant’altro.

La Direzione Artistica

Duo Pianistico di Firenze

2001    Clementi e il futuro


Per la prima volta dopo lungo tempo il Concorso Clementi torna ad essere finalmente annuale e regolare, grazie alla sensibilità e all’intelligenza dell’Associazione Villa Caruso e del Comune di Lastra a Signa.

Riteniamo significativo che la scelta di far rinascere questa manifestazione sia avvenuta in una piccola città e soprattutto a partire già dal 1999 e non più tardi.

Fra un anno, infatti, ricorrerà il 250° dalla nascita di Muzio Clementi, e sicuramente anche i più si ricorderanno che questo musicista esiste ed è italiano. Abbiamo del resto più volte ribadito il fatto che Muzio Clementi, virtuoso, compositore, editore, costruttore, sia stato colui che più di ogni altro nostro compatriota abbia contribuito allo sviluppo e alla diffusione del pianoforte.

Per il 2002 sono già pronte schiere di musicisti a divenire accesi sostenitori clementini come se ciò fosse la normalità. Ben vengano, perché faranno senz’altro del bene a Clementi, ma ci pare giusto ricordare che nel 1972, a Firenze, un certo Aldo Reggioli (basso lirico e non pianista) si era accorto del grande Muzio con largo anticipo, e per Muzio Clementi avrebbe lavorato per oltre venticinque anni con i risultati che sappiamo; e ci pare anche giusto ribadire che il lavoro di Reggioli avrà un futuro grazie a persone che in un piccolo centro come Lastra a Signa ci hanno creduto, e non perché c’è un anniversario di moda da commemorare.

Fra un anno tutti riscopriranno Clementi e tutti ne decanteranno giustamente le lodi, e di questo noi saremo felici perché Clementi lo merita. Però ci piace farvi osservare come siano stati pochi in passato e siano tutto sommato pochi adesso quelli che di Clementi si stanno occupando.

Non vorremmo che come spesso succede per gli anniversari, la fama di Clementi durasse per un effimero momento. Non vorremmo che tutti coloro che hanno sempre insegnato di malavoglia il "Gradus", che non hanno mai considerato con serietà Clementi e la sua opera, vestissero per l’occasione i panni di esperti pionieri in cerca di gloria, ma soltanto fino al 2003.

Ben vengano tutti quelli che aiuteranno Clementi, lo ripetiamo, ma per favore chi prenderà questa incombenza, si prenda anche il compito di proseguirla nel tempo, oltre l’anniversario.

Ecco perché diciamo queste cose ora, con un anno di anticipo e non ancora oscurati da iniziative ricche e altisonanti.

Noi stiamo continuando quasi silenziosamente un lavoro trentennale che fu di Aldo Reggioli ed Elena Boselli, che ha vissuto nel tempo in mezzo a mille difficoltà, e sosterremo Clementi anche quando non sarà di moda, anche quando i riflettori non lo illumineranno neppure di luce riflessa.

Dunque chiederemo ancora ai ragazzi i brani d’obbligo di Clementi, anche se come organizzatori sarebbe più facile e comodo lasciar loro libera scelta, e continueremo a cercare di dare a Clementi una dignità duratura e non temporanea che questo eccelso musicista merita.

Ancora un sincero grazie a chi ha salvato questo Concorso, fra i più antichi e selettivi del nostro Paese, consentendoci di proseguirlo, e un grazie anche a chi lo frequenterà.


La Direzione Artistica

Duo Pianistico di Firenze

2002

Cinque minuti di gloria?


Stiamo vedendo, come largamente previsto, molte lodevoli iniziative per il duecentocinquantesimo di Clementi! E, lo diciamo sinceramente, ci fa piacere vedere alcuni musicisti che solitamente hanno considerato poco o niente l’autore del Gradus, impegnati quest’anno nella divulgazione del verbo del musicista romano, anche se solo per dovere di ricorrenza. Qualcuno obietterà che questi anniversari dei musicisti hanno un po’ il sapore agro come quello che si prova nel ricevere gli auguri di compleanno via Internet dai freddi automatici providers che possiedono i dati anagrafici di tutti i clienti e ai quali però non interessa un fico secco di noi e della nostra festa.

Però siamo contenti lo stesso che Muzio Clementi quest’anno abbia i suoi cinque minuti di gloria, e soprattutto di rispetto! Pensate che bello, almeno per quest’anno non sentiremo più dire che Clementi è un minore e che i suoi studi non servono a niente, o almeno smetteremo di sentirlo dire da qualche coscienzioso insegnante che maledice il Gradus due volte alla settimana e che conosce solo i 23 numeri storici del corso medio!

Ma a parte le chiacchiere, siamo contenti di tutto questo interesse per Clementi, e credeteci, non siamo affatto gelosi di non essere al centro dell’attenzione in questo: anche da qui deriva la nostra scelta di arrivare ultimi perfino in ordine di tempo. Il nostro compito non è quello di creare l’evento, ma quello di proseguire ad onorare uno dei più grandi musicisti italiani anche quando non è di moda farlo.

Dopo lungo tempo, lo ricordiamo, il Concorso Clementi è tornato ad essere finalmente annuale e regolare, grazie alla sensibilità e all’intelligenza dell’Associazione Villa Caruso e del Comune di Lastra a Signa, e deve far riflettere il fatto che la scelta di far rinascere questa manifestazione sia avvenuta in una piccola città e soprattutto a partire già dal 1999 e non da questo ovvio 2002 pieno di eventi clementini. Da anni ricordiamo che Muzio Clementi, virtuoso, compositore, editore, costruttore, è stato colui che più di ogni altro nostro compatriota ha contribuito allo sviluppo e alla diffusione del pianoforte, e per anni speriamo di continuare a dirlo, così come fecero i nostri predecessori Aldo Reggioli ed Elena Boselli.

In questi giorni sentiamo ad ogni angolo schiere di pianisti e di musicologi freschi freschi di letture clementine sfoderare aneddoti sulla poliedrica vita del musicista ed innalzarlo dalla cantina ammuffita in cui è stato per tanti anni agli appartamenti nobili dei grandi della musica. Che piacere vedere tanto interesse, ma che succederà una volta finita la festa? Cenerentola dovrà scappare in fretta per non esser vista di nuovo coperta di stracci?

Noi crediamo che prima o poi Clementi avrà la giusta considerazione: non quella esagerata di questi tempi, ma la sua, almeno quella che ha in altri paesi, almeno il giusto rispetto che merita un musicista italiano capace di trattare le forme, il contrappunto e il pianoforte come nessun altro. Contiamo che questi neo principi azzurri che oggi si mostrano fieri paldini dell’arte clementina non si fermino al 31 dicembre per passare le loro cure al prossimo festeggiato. Comunque noi proseguiremo a chiedere ai giovani di studiare Clementi, e soprattutto non il solito Clementi imposto, insegnato controvoglia e sempre fra i piedi, ma quello splendido, nascosto nelle pagine dei libri chiusi e mai messi sul leggio, nei solchi dei dischi giacenti sullo scaffale del collezionista. Questo Concorso, un piccolo aiuto per la causa italiana di Clementi, avrà un futuro grazie a persone che in un piccolo centro come Lastra a Signa ci hanno creduto, e non perché c’era un anniversario di moda da commemorare. Ancora un sincero grazie a chi ha salvato questo Concorso, fra i più antichi e selettivi del nostro Paese, da quest’anno aperto anche agli stranieri, come è giusto che sia dopo l’avvento della moneta unica.

Alla pagina http://www.villacaruso.it sono raccontate in dettaglio le venticinque edizioni del Concorso Clementi: vi invitiamo a visitarla e a rivivere un pezzo della storia pianistica italiana degli ultimi 30 anni.


La Direzione Artistica

Duo Pianistico di Firenze

2003   I nomi che conteranno


Da quando questo Concorso, dopo la triste parentesi degli ultimi anni fiorentini, è ripreso regolarmente qui a Lastra a Signa (il salto 2002-2004 è solo per uno spostamento logistico di 60 giorni), abbiamo riscontrato con piacere tante manifestazioni di affetto da parte dei vincitori storici delle prime edizioni, allora bambini, oggi stimati concertisti e nomi che contano. Più di uno di questi straordinari musicisti ci ha detto di aver ritrovato la stessa qualità e la stessa emozione degli anni d’oro. Un complimento come questo, oggi che la crisi del pianoforte è diventata quasi drammatica, ci ha davvero commosso. E ancor più ci ha commosso la fierezza con cui alcuni strepitosi pianisti si vantano del premio vinto qui al Clementi tanti anni fa, e non solo del premio assoluto finale, ma anche dei secondi, terzi e quarti premi ottenuti magari a fatica dietro ad un altro nome che oggi è già divenuto una “star” dei teatri.

?Sentiremo parlare di tutti questi ragazzi? ha sempre detto il Maestro Marcello Abbado alla fine di ogni edizione del Clementi, ricordando ai concorrenti di oggi quei nomi che lui stesso ha premiato vent’anni fa.

E vent’anni fa quei nomi, oggi avviati con sicurezza nella strada della musica e del pianoforte, avevano gli stessi dubbi e le stesse incertezze che hanno i bambini e i ragazzi di adesso: ce la faremo, ne varrà la pena, ci sarà posto anche per me?

Quest’anno pubblicheremo un piccolo volume sulla storia del Clementi, nel quale potrete leggere e conoscere meglio che cosa è stata questa manifestazione; vi invitiamo a soppesare bene ciò che hanno detto alcuni nomi che contano nel corso di questi ultimi tre anni: “il Clementi è ancora quello di allora”!

Non abbiate paura, dunque, se il programma è un po’ tosto, se il livello è alto: se vi sentite di potercela fare, se ci avete fatto seriamente un’idea, allora fate parte di quella schiera di nomi che hanno provato a “fare” il Clementi (e non tutti i grandi nomi sono riusciti a vincere il premio finale)! Venite, dunque, conoscerete quegli amici che negli anni diverranno i vostri colleghi più cari: “i nomi che conteranno”, come è stato in passato. Questo Concorso rimane ancora oggi il trampolino di lancio verso i grandi Concorsi internazionali. Se non avete ancora coraggio di provare ad iscrivervi al Clementi, provate almeno a venirlo a vedere, magari partecipando al “Gradus ad Musicum Certamen” che lo precede.

In attesa che la pubblicazione sia pronta, per chi ama navigare on-line, alla pagina http://www.villacaruso.it sono raccontate in dettaglio le venticinque edizioni del Concorso Clementi: vi invitiamo a visitarla e a rivivere un pezzo della storia pianistica italiana degli ultimi 30 anni.


   La Direzione Artistica

    Duo Pianistico di Firenze