10° CONCORSO PIANISTICO NAZIONALE  MUZIO CLEMENTI - KAWAI

 Firenze, 31 marzo - 4 aprile 1982

Giuria

Marcello Abbado (pres.)

Giuseppe La Licata

Nunzio Montanari

Sergio Perticaroli

Aldo Reggioli

CAT. A (dai 7 ai 9 anni)

1° non assegnato

2° non assegnato

3° ex-aequo Manuela Alfani (Roma) Ins. Gnocchi Carraro

                    Federica Scaglioso (Siena) Ins. Rosa M. Scarlino


CAT. B (dai 10 ai 12 anni)

Fiammetta Tarli (Pisa) Ins. Giampiero Semeraro

Stefania Cafaro (Catania) Ins. Agata Catania

3° non assegnato

4° ex-aequo Graziella Concas (Catania) Ins. Franca Zinghini Spinnicchia

                    P. Francesco Forlenza (Matera) Ins. A. Maria Sallustio

Stefania Losito (Corsico MI) Ins. L. Bodini Mazza

Finalisti: Alessandra M. Ammara (Firenze) Ins. F. Barbalat
Iraisa Chien (Genova) Ins. E. De Giovanni
Leonardo Figuccia (Orbetello GR) Ins. N. Marcusa.


CAT. C (dai 13 ai 15 anni)

Annarita Santagada (Roma) Ins. Letizia Verciani Sini

2° non assegnato

3° non assegnato

Riccardo Bini (Firenze) Ins. Antonio Bacchelli

5° ex-aequo Giuseppe Amadei (Bolzano) Ins. M. Cristina Mohovich Bianconi

                    Federica Stellini (Livorno) Ins. M. G. Fontanini Stellini


CAT. D (dai 16 ai 19 anni)

nessun premio assegnato


CAT. E (dai 13 ai 15 anni) pianoforte a quattro mani

nessun premio assegnato

Finalista: Duo Adriana De Silva - Sara Scatto (Padova) Ins. M. Luisa Caprara


CAT. F (dai 16 ai 19 anni) per due pianoforti

 nessun premio assegnato


PREMI SPECIALI

Premio assoluto “juniores” a Fiammetta Tarli.
Premio speciale “Attilio Brugnoli” per la migliore esecuzione del brano d’obbligo di Clementi, assegnato ex-aequo a Fiammetta Tarli e Annarita Santagada.
Premio speciale “R. Schumann” per la migliore esecuzione di un brano di autore romantico, assegnato ex-aequo a Fiammetta Tarli e Annarita Santagada.
Premio speciale per la migliore esecuzione del brano d’obbligo di J.S. Bach, assegnato a Stefania Cafaro.
Premio speciale per la migliore esecuzione del brano d’obbligo di D. Scarlatti, assegnato a Stefania Cafaro.
Premio speciale per la migliore esecuzione di un brano d’obbligo di  musica contemporanea, assegnato a Fiammetta Tarli.

















IL GIUDIZIO DEGLI ESPERTI

(tratto dal bando del 10° Concorso "Muzio Clementi"

« Per anni sono stato contrario ai Concorsi perché ritenevo che sollecitassero una competitività a volte anche frustrante. Il Concorso  Clementi-Kawai  con le sue diverse categorie per età e con la sua organizzazione familiare e non traumatica, mi sembra, invece, un'ottima scuola che abitua progressivamente al pubblico e, soprattutto, allo studio.

PAOLO BORDONI
Docente di pianoforte principale al
Conservatorio -G. Verdi» di Milano


« Ho seguito il Clementi-Kawai fino dagli anni lontani della sua fondazione. lo ritengo uno dei pochi passaggi seri ed obbligati per la formazione dei pianista moderno.

MARCELLO DE ANGELIS
Docente universitario e critico musicale


« L'esperienza di seguire questo Concorso Clementi-Kawai è affascinante. Già l'ampia disponibilità di partecipazione, subordinata a scelte molto rigorose e intelligenti dei programmi, sarebbe sufficiente a caratterizzarlo. Ma l'alta qualificazione dei risultati - consacrati da un'esperienza ormai decennale - lo definisce addirittura come il più fedele quadro dei valori per quanto riguarda le giovani leve pianistiche italiane.

DARIO DE ROSA
Docente di pianoforte principale al
Conservatorio « G. Tartini » di Trieste


« L'estrema serietà organizzativa, il pieno rispetto dei compiti di ognuno fanno dei Concorso Clementi-Kawai un sicuro, impegnativo banco di prova per tutti i partecipanti. Si lavora con estremo rigore sino alla conclusione, non lasciando

purtroppo mai tutti contenti, ma invariabilmente ci si ritrova al concerto finale ed alla premiazione uniti, felici e commossi.

GIUSEPPE LA LICATA
Docente di pianoforte principale al
Conservatorio « S. Cecilia » di Roma


Il ruolo che un concorso svolge è in stretto rapporto con l'importanza delle sue funzioni. Il ruolo dei concorso per giovani pianisti, giunto alla sua decima edizione, per la notevole incidenza che ha avuto nella vita musicale italiana si può dire che ormai si sia ampiamente consolidato. il concorso Clementi-Kawai come è noto tende a valorizzare e premiare giovanissimi protagonisti della tastiera che ogni anno si avvicendano in buon numero per sottoporsi al giudizio di una qualificatissima   giuria.

ANTONIO MAZZONI
Critico musicale


I concorsi destinati ai giovanissimi possono essere anche un pericoloso incentivo al divismo e alla creazione degli « enfants prodige ». Ma basta che siano impostati, com'è accaduto al «Clementi-Kawai » di Firenze, con la più grande professionalità  perché costituiscano, invece, un validissimo aiuto alla formazione e alla scoperta di buoni esecutori e di qualche talento di eccezione. E la storia di questi ultimi anni dimostra, infatti, che il concorso fiorentino ha favorito una crescita coerente e consapevole di molti nuovi pianisti. E diciamolo pure: chissà anche quante volte il confronto di singoli giovanissimi strumentisti,  che è anche confronto di scuole e di maestri, ha favorito (magari nel segreto delle famiglie e nei colloqui fra maestri e allievi) correzioni opportune, mutamenti di rotta, aggiornamenti di tecnica. 1 concorsi, quando sono seriamente organizzati, servono in fondo anche a questo, e i vantaggi non sono soltanto per chi vince, ma per quanti hanno avuto modo di essere più attentamente informati dei problemi della musica e dell'arte.

LEONARDO PINZAUTI
Critico  musicale


« E' risaputo che il Concorso Clementi-Kawai di Firenze si inserisce degnamente in un confortante discorso di crescita culturale a livello musicale. Nel 1981 ho avuto il piacere di presiederne la Giuria e non posso che esprimere la mia più viva ammirazione per il notevolissimo livello raggiunto. La formula e l'organizzazione sono valide sotto ogni aspetto e fanno onore al nome di Muzio Clementi ».

BRUNO MEZZENA
Direttore dei Conservatorio
«Gian Ferrari»  di Trento


Dieci anni fa, in piena età non competitiva, apparve quanto meno temerario creare una gara a premi per uno strumento démodé come il pianoforte. E poi, articolato secondo norme rigide, e intitolato a un musicista che pareva la quintessenza dello scolastico e dell'accademismo.

Il decennio trascorso ha dato ragione al rigore normativo dal quale sono usciti laureati autentici talenti, mentre la crescita dei premio Clementi procedeva parallelamente alla riscoperta  della sua produzione sinfonica e della sua opera pianistica  più negletta dalla scuola.

E il « Clementi », nell'imperversare scomposto di analoghe iniziative, è riuscito a confermarsi fra i più importanti premi dei panorama nazionale, grazie ad una partecipazione larga e qualificata e a Commissioni giudicanti composte di musicisti e pianisti di rango.

  CESARE ORSELLI
  Critico musicale

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